Luca Marzotto

Il dr. Luca Marzotto, CEO di Zignago Holding, nonché consigliere di amministrazione di aziende quali Zignago Vetro, Santa Margherita, Golden Goose, Hugo Boss AG e Telecom Italia (consigliere indipendente), racconta il percorso che ha condotto il Gruppo Zignago, di cui è azionista insieme ai fratelli, Gaetano, Stefano e Nicolò, e agli eredi di Giannino Marzotto, ad investire e a credere in CenterVue, giovane e intraprendente realtà italiana che, nata nel 2008 come start-up composta da 5 persone, è diventata oggi una realtà strutturata, con oltre 60 dipendenti ed una filiale negli Stati Uniti.

Ecco perché abbiamo deciso di investire nel mercato dell’oftalmologia e in CenterVue

Dr. Marzotto, la Zignago Holding è un gruppo industriale che investe in diversi settori. Quali sono i vostri principali business?

Il Gruppo Zignago è una solida realtà industriale profondamente radicata nel territorio veneto. Il Gruppo è stato fondato negli anni ‘30 da mio nonno Gaetano Marzotto e ad oggi è strutturato in società indipendenti. I settori di interesse tradizionali sono quelli della lavorazione del vetro cavo attraverso il gruppo quotato Zignago Vetro, della produzione di vini di qualità attraverso il gruppo Santa Margherita (dove spiccano marchi quali Santa Margherita, Cà del Bosco, Kettmeir e Lamole di Lamole) e della produzione e distribuzione di energia elettrica da fonti rinnovabili (Zignago Power). A questi settori si aggiungono le partecipazioni nel capitale di società attive nell’abbigliamento di alta gamma: nella quotata tedesca Hugo Boss AG, e nell’italiana Golden Goose.

Cosa ha spinto la holding ad investire nel settore medicale?

Le logiche imprenditoriali della proprietà sono sempre state e restano fortemente orientate allo sviluppo diversificato dei business, in un’ottica di potenziamento degli stessi. La missione della nuova generazione della famiglia alla guida della holding dal 2006 è stata quella di coniugare obiettivi imprenditoriali con una visione sociale ed etica, creando valore sostenibile nel territorio e nel tempo. Il settore medicale è un settore estremamente interessante in quest’ottica, in quanto coniuga naturalmente entrambi questi aspetti.

È in questo contesto che nasce la decisione di investire in CenterVue?

Esatto. CenterVue venne fondata nel 2008, grazie ad un gruppo di ingegneri fortemente motivati dalla possibilità di portare all’indipendenza la propria competenza e creatività tecnologica, disegnando e producendo una nuova generazione di dispositivi medici per l’eyecare, in un progetto totalmente Italiano. A causa del continuo aumento delle persone affette da problemi visivi e in un sistema sanitario sempre meno sostenibile, CenterVue crede in strumenti di imaging diagnostico sempre più automatizzati che aiutino ad ottimizzare il flusso dei pazienti nella clinica per una diagnosi più efficace.
La famiglia Marzotto, e mio zio Giannino in particolare, ha creduto subito nel progetto investendo già nel 2008. Il gruppo Zignago è entrato nell’azionariato nel 2012 perché ha visto e premiato l’intraprendenza di questa società e immaginato un’azienda italiana capace di crescere e innovare il mercato, in un settore così delicato come quello dell’oftalmologia.

Cosa ha spinto la holding a continuare a credere in questa giovane realtà?

Abbiamo continuato a vedere entusiasmo e volontà di crescere mantenendo il livello di qualità dei prodotti. Abbiamo voluto credere nell’innovazione e nella ricerca continua, qui in Italia. Abbiamo visto proposte sempre nuove e di avanguardia e risultati in crescita costante, soprattutto in questi ultimi anni. Non dimentichiamoci che l’azienda nel 2008 contava 5 persone e adesso abbiamo oltre 60 dipendenti, di cui il 60% al di sotto dei 35 anni. Ci sono state 14 nuove assunzioni a cavallo fra 2015 e 2016 e si pianificano nuovi posti da coprire per il 2017.
Questa crescita è stata possibile grazie ai prodotti che CenterVue è riuscita a creare a partire dal DRS, la fundus camera automatizzata che ha rivoluzionato la modalità di acquisire immagini retiniche, fino agli ultimi arrivati EIDON e COMPASS che hanno ridefinito il significato stesso di immagini retiniche di alta qualità e di esame retinico morfo-funzionale.

Spesso si pensa che CenterVue sia un’azienda statunitense, con quartier generale in California. Eppure non è così!

Non è così. CenterVue è una azienda 100% italiana con sede a Padova dove si trova il cuore pulsante della ricerca e dello sviluppo dei prodotti. La sede americana è stata aperta nel 2012 per far fronte alla complessa gestione commerciale del mercato americano, che è e resta probabilmente il mercato che assorbe con maggior facilità i prodotti dell’azienda, portando negli ultimi anni il 60% del fatturato complessivo.

Quali altri mercati, oltre a quello americano, si prospettano favorevoli all’espansione di questa azienda italiana?

Oltre ai mercati americano ed europeo, i territori asiatici rappresentano sicuramente il nuovo orizzonte e un fondamentale complemento alle vendite americane. CenterVue ha dedicato un pool di risorse all’esplorazione commerciale di queste aree e alla creazione di un solido network di distribuzione, con lo scopo di capire e introdursi in profondità in una cultura che sentiamo così distante. I primi risultati sembrano più che incoraggianti.

Dr. Marzotto, ha citato un pool di risorse stanziato nelle aree asiatiche. CenterVue sta pensando ad una delocalizzazione della produzione in quei territori?

Assolutamente no. La produzione è e resta italiana, in Italia. Il livello tecnologico delle macchine prodotte è tale che CenterVue ha bisogno di una linea produttiva altamente specializzata e in grado di garantire livelli massimi di qualità, fattori garantiti solo nel nostro Paese.

Quali sono i progetti per il futuro?

Intendiamo continuare a credere in questa realtà che ci sta dando soddisfazioni. L’obiettivo è favorire l’espansione dell’azienda in territori non ancora coperti e garantire continuità con prodotti sempre nuovi e sempre più innovativi. La forza delle aziende italiane sta proprio nel puntare e spingere la creatività e l’ingegno italiano.