Libero professionista o socio? Una scelta da valutare

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Libero professionista
EGLIN AIR FORCE BASE, Fla. -- Senior Master Sgt. Erik D. Kessler, 96 Surgical Operations Squadron Surgical Specialty Flight Chief, assists Capt. Thomas Dahl, an ophthalmologist, during an examination of a patient in the Optometry Clinic. Sergeant Kessler was recently awarded the U.S. Air Force Col. Donald D. Dunton Award for his role in overseeing five clinics and 67 staff members. Sergeant Kessler is also the Top 3 president, an organization of senior enlisted Airmen at Eglin. Among his many accomplishments, Sergeant Kessler earned his third Community College of the Air Force Associate of Applied Science and is working toward bachelor’s degree in management. (U.S. Air Force photo by Staff Sgt. Mike Meares)

 

Il libero professionista sceglie una professione intellettuale e nella testa vuole essere indipendente, è titolare del suo studio e del libero arbitrio, può ascoltare pareri e suggerimenti, può chiedere consigli a temporanei esperti, può assumere dei dipendenti, può decidere autonomamente di sostenere gli investimenti, può fare pubblicità con il suo nome, può avvalersi di collaboratori, può stipulare contratti di partnership e convenzioni, può fare tantissime cose, ma di fondo non vuole che nessuno gli imponga cosa fare.

Ama la libertà della libera professione. Come chi ha sceltodi essere socio e non libero professionista come lui, è iscritto all’ordinee paga l’Empam, ma risponde sempre in solido sulle responsabilitàassunte nei confronti dei pazienti, dei fornitori, del fisco, anche sotto ilprofilo contrattuale-civilistico oltre che personale-penale.

Il libero professionista quando intraprende l’attività rischia il capitale proprio ed esattamente come ogni imprenditore investe i suoi risparmi e la sua equity.

Come tutti, vuole pagare le “tasse” giuste ed offrire il miglior servizio ai suoi pazienti. È di fatto un imprenditore di sé stesso. Ama la sua professione.

Libero professionista o socio?

Il socio è un professionista un po' meno libero o smette di esserlo quando agisce in forma di società con altre persone e colleghi, in società di capitali, o società cooperative.

Ne deve quindi valutare bene i vantaggi! Perché essere liberi professionisti può non avere prezzo e può valere molto più di un piccolo, a volte rischioso, beneficio fiscale.

Il socio non decide ma condivide, nella migliore delle ipotesi. Fatta questa premessa, con le dovuta cautele, e sempre partendo dalla considerazione che “non tutto è per tutti”, ricordate una delle regole dell'economia aziendale: “piccoli numeri piccoli vantaggi, grandi numeri grandi vantaggi, ma stessi proporzionali rischi”.

Bisogna accettare il concetto che fare società significhi avere almeno un socio.

Quando il medico smette di essere libero professionista e fa società, a questo punto può scegliere se avere soci di capitali, oppure soci colleghi, oppure può scegliere di avere entrambe le tipologie di soci.

I vantaggi delle società

Seguendo sempre il filo di questi ragionamenti, perché più professionisti medici dovrebbero fondare una società?

Perché investendo denaro potranno sviluppare progetti di ampliamento e di sviluppo dell’attività. Perché condividono i rischi di impresa.

Perché il reddito professionale diventa reddito di impresa e permette il beneficio di tenere aperto lo studio con la sostituibilità dei professionisti.

Perché se un socio vuole andare in vacanza non deve chiudere lo studio.

Perché i soci diventano proprietari di quote e di un valore che può essere considerato finalmente avviamento e ceduto a fronte di un corrispettivo ad un nuovo socio.

Perché si può restare soci anche quando si decide di smettere di essere medici e percepire una redditività comunque.

Perché, sempre nel rispetto delle norme, esistono alcuni vantaggi fiscali a favore delle società che erogano prestazioni sanitarie a mezzo di professionisti abilitati.

Oggi esiste un dibattito sulla forma istituzionale da preferire per svolgere l’attività professionale, tra l’una o l’altra scelta ed è determinante chiedersi quale siano le motivazioni che spingono un medico a prendere in esame diverse opportunità: ragionifiscali; acquisire soci finanziatori; anticipare questioni ereditarie; pianificare la vendita dello studio; aumentare la competitività sul mercato; questioni organizzative; valorizzare il nome del professionista. E altro ancora. Il tema é importante, oggi sempre più attuale. Il fulcro della decisione sta nel dubbio che non ci sia mai un solo motivo a spingervi verso una scelta così importante! Sentirete spesso pareri divergenti perfino sul profilo fiscale, giuridico ed autorizzativo. Ma soprattutto attenzione: il percorso decisionale va costruito analizzando le specifiche esigenze di ciascuno, perché non esiste una regola generale che vada bene per tutti.

"Partendo dalla considerazione che 'non tutto è per tutti', ricordate una delle regole dell'economia aziendale: piccoli numeri piccoli vantaggi, grandinumeri grandi vantaggi, ma stessi proporzionali rischi