Società Italiana di Angiografia OCT

La Società Italiana di Angiografia OCT (SIAO) si è costituita nel maggio 2016. Francesco Bandello, Leonardo Mastropasqua, Bruno Lumbroso, Marco Rispoli, Giuseppe Querques, Giovanni Staurenghi hanno pensato che fosse necessario fondare una società dedicata allo studio, alla clinica e alla ricerca nel campo di questa tecnologia all’avanguardia, che presto diventerà un normale metodo di diagnostica per immagini dell’oculistica di tutti i giorni.
Venerdì 7 aprile si è tenuto a Roma il primo congresso SIAO. La riunione si è svolta come satellite all’interno del Congresso Retina 2017, organizzato dal Professor Lumbroso, e ha visto la partecipazione di circa 400 persone, molte delle quali si sono poi iscritte alla società.

L’Angiografia OCT alla scoperta di nuove patologie
Questa nuova tecnologia, comparsa appena tre anni fa, si sta affermando con una rapidità inaspettata. In effetti si tratta di una tecnica diagnostica più rapida, più facile da eseguire, non invasiva e, dunque, meno pericolosa, meno costosa dell’angiografia a fluoresceina e verde di indocianina, fino a poco tempo di grande impiego in oculistica.

L’angiografia OCT viene sempre più utilizzata nella ricerca in oculistica ma, in modo imprevedibile, si sta diffondendo anche nell’oculistica pratica di tutti i giorni. In effetti, si può prevedere che fra due o tre anni questi nuovi strumenti sostituiranno l’OCT classico strutturale e saranno presenti in ogni reparto e in ogni studio oculistico, vicino alla lampada a fessura. L’oculista potrà, nel corso della sua visita, ottenere un’angiografia senza aver bisogno di infermieri, iniezione, assicurazione per atto invasivo, né presenza di anestesista. Quest’esame potrà essere ripetuto anche due o tre volte in una settimana, se necessario, senza alcun fastidio per il paziente, come anche non vi sarà nessun problema ad eseguirlo nei soggetti anziani o nelle donne in gravidanza.

Dai primi giorni dell’utilizzo dell’angiografia OCT, la tecnologia ha permesso dei passi da gigante in due campi importanti dell’oculistica. Per quanto riguarda le malattie vascolari dell’occhio (per esempio retinopatia diabetica ed occlusioni venose), ci ha permesso di studiare l’evoluzione delle patologie, sia a livello del plesso vascolare superficiale che del plesso vascolare profondo. Mentre, sino a pochi anni fa, l’angiografia con fluoresceina riconosceva soltanto una rete vascolare, ora sappiamo che ve ne sono due principali e che queste reti sono interessate in modo diverso dalla patologia vascolare.

Un altro passo avanti importante è stato lo studio delle membrane neovascolari coroideali delle degenerazioni maculari di varia origine. L’angiografia OCT ci ha permesso di determinare con precisione il livello dei neovasi: intraretinico, al di sopra dell’epitelio pigmentato o, ancora, al di sotto.

Ma l’angiografia OCT ci ha anche permesso di mettere in evidenza l’esistenza di una nuova entità neovascolare: i neovasi non essudativi, neovasi che non determinano diffusione di fluido e, dunque, non sono evidenziabili né con la fluorangiografia né con l’OCT strutturale classico. Questi neovasi, però, potrebbero essere osservati con l’angiografia al verde di indocianina, ma con difficoltà. I neovasi non essudativi sono soprattutto reperibili nelle corioretinopatie sierose centrali, acute e croniche, dove sono visti nel 30% dei casi, e in certe degenerazioni macularilegate all’età.

Non sappiamo ancora se si tratta di una forma atipica di membrana neovascolare oppure se si tratta di un’entità nuova. In effetti, la loro evoluzione è molto lenta e la diminuzione visiva in due anni è minima.
Non si conosce altresì ancora se questi neovasi non essudativi devono essere soltanto seguiti con cura, oppure se sarà indicato un trattamento. Ad ogni modo, le terapie antiangiogeniche attuali hanno poco effetto. Sarà dunque necessario studiare un gran numero di queste patologie per un lungo periodo. Sapremo allora se dovremo riscrivere la classificazione dei neovasi per introdurre questa nuova entità dei neovasi non essudativi.

Il tema così attuale dell’Angiografia OCTA sarà trattato e approfondito durante il “Quinto Congresso Internazionale di Angiografia OCT e progressi in OCT”(Roma, 15 e 16 dicembre p.v.) che attualmente rappresenta il più importante congresso mondiale sulla diagnostica in oculistica e che promuove la transizione dalla fluorangiografia all’angiografia OCT, associando pratica e teoria e riunendo i massimi clinici del mondo che discuteranno i risultati di studi di clinica, di ricerca fondamentale, di ingegneristica e le prospettive future (info www.apmeetings.com).