La sindrome dell’occhio secco (Dry Eye Disease, DED) è altamente prevalente nella popolazione generale, con una stima variabile dal 14% al 33%, e risulta particolarmente frequente nei pazienti anziani, che rappresentano la principale categoria candidata alla chirurgia della cataratta. La DED è caratterizzata da perdita dell’omeostasi della superficie oculare, mediata da infiammazione, aumento dell’osmolarità lacrimale e danno cellulare (¹). Oltre a essere comunemente presente prima dell’intervento, la chirurgia della cataratta stessa può indurre o esacerbare la DED. Nonostante l’evoluzione tecnica e l’utilizzo di microincisioni (1,8–2,4 mm), la facoemulsificazione può determinare DED transitoria in almeno il 10% dei pazienti (¹). Ciò evidenzia la necessità di un’attenta gestione della superficie oculare lungo tutto il percorso peri-operatorio.
Alterazioni post-operatorie della superficie oculare
Nel periodo successivo all’intervento, si osserva una riduzione significativa della stabilità del film lacrimale, con diminuzione del TBUT di circa il 30–40% rispetto al baseline (¹). Questo fenomeno deriva da microlesioni delle terminazioni nervose corneali e dall’utilizzo peri-operatorio di antisettici, antibiotici e antinfiammatori, che possono danneggiare le cellule caliciformi e alterare la qualità lacrimale (¹). I pazienti riferiscono spesso discomfort, sensazione di corpo estraneo e fluttuazioni visive.
Impatto sulla qualità visiva e sulla qualità di vita
Il disagio soggettivo rappresenta un parametro clinicamente rilevante. L’Ocular Surface Disease Index (OSDI) costituisce uno strumento validato per la valutazione dei sintomi e dell’impatto funzionale della DED (¹). In pazienti privi di sintomi pre-operatori, circa il 50% sviluppa OSDI ≥13 alla settimana 1 e alla settimana 4 dopo chirurgia (¹)
Razionale fisiopatologico dell’approccio proattivo
Le modificazioni indotte dall’intervento coinvolgono le terminazioni nervose corneali, riducendo il reflex tearing e favorendo l’insorgenza o il peggioramento della DED (¹). Inoltre, i farmaci topici peri-operatori contribuiscono all’instabilità lacrimale (¹).
Valutazione pre-operatoria e DED subclinica
La valutazione pre-operatoria deve includere l’analisi della superficie oculare. Anche pazienti asintomatici possono presentare DED subclinica rilevabile tramite TBUT, Schirmer, menisco lacrimale e colorazione con fluoresceina. L’OSDI consente la classificazione della severità (<12 normale, ≥33 severa) (¹). Studi sulla DED post-cataratta hanno selezionato pazienti con TBUT ≥7 secondi, colorazione Oxford ≤1 e Schirmer >10 mm/5 min, evidenziando l’importanza di stabilizzare la superficie oculare prima della chirurgia (¹).
Ottimizzazione pre-chirurgica della superficie oculare
La fase pre-operatoria è centrale per prevenire deterioramenti della superficie oculare. L’uso di sostituti lacrimali avanzati a base di HA rappresenta la prima scelta (¹). Gli steroidi topici restano un cardine della gestione peri-operatoria, sebbene in alcuni casi non prevengano completamente iperemia e danno epiteliale (¹). Immunomodulanti come ciclosporina e lifitegrast sono indicati nei quadri infiammatori persistenti (¹).
Considerazioni intra-operatorie
La facoemulsificazione con microincisione limita il trauma corneale ma non elimina il rischio di danno nervoso né le alterazioni della superficie oculare. Una corretta architettura dell’incisione e una perfetta sovrapposizione dei margini aiutano a ridurre l’instabilità del film lacrimale post-operatoria (¹).
Gestione post-operatoria e ripristino della superficie oculare
Lo schema terapeutico standard prevede antibiotici e corticosteroidi per due settimane, seguiti da FANS per ulteriori due settimane (¹). L’acido ialuronico esercita un effetto viscoelastico protettivo sull’epitelio. Il Ginkgo biloba possiede proprietà neurotrofiche e antiossidanti, favorendo la rigenerazione delle fibre nervose e riducendo infiammazione e dolore (1,2). La combinazione HA–GB risulta superiore al solo acido ialuronico nel promuovere la riorganizzazione del plesso nervoso subbasale e nel migliorare i sintomi (2).
Follow-up clinico
È raccomandato un follow-up alla baseline, al giorno 1, alla settimana 1 e alla settimana 4, con controlli a 3 e 6 mesi nei casi persistenti (¹,²). OSDI, TBUT, iperemia congiuntivale e staining corneale rimangono parametri cardine, integrabili con microscopia confocale nei casi complessi.
Bibliografia
- Fogagnolo P, Centoducati T, Forlini M, et al. Management of Dry Eye Disease Before and After Cataract Surgery. Clinical Ophthalmology. 2022;16:2625-2636. doi:10.2147/OPTH.S379168
- Centoducati T, Fogagnolo P, Rossi S, et al. Corneal subbasal nerve regeneration and inflammation control after cataract surgery: efficacy of hyaluronic acid and Ginkgo biloba eyedrops. Journal of Clinical Medicine. 2023;12(7):2512. doi:10.3390/jcm12072512






