Enrico Orefice

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Enrico Orefice

a cura di Optikon

OPTIKON 2000
Ricerca e sviluppo in oftalmologia da 50 anni

 

Mantenere alto il livello di competitività attraverso la ricerca, l’aggiornamento continuo delle risorse e lo sviluppo di nuove soluzioni produttive.
Sono queste le prerogative che caratterizzano la Optikon 2000, società operante nel settore  della strumentazione per la chirurgia  e la diagnostica oculare da ben 50 anni.

L’amministratore delegato e direttore generale, Enrico Orefice, ci spiega quali sono stati gli ingredienti vincenti che hanno fatto della Optikon un’azienda leader nella produzione di macchinari di altissima tecnologia per l’oftalmologia, anche in campo internazionale.

 

Dott. Orefice, lei dirige una società tutta italiana che quest’anno compie 50 anni. Quali sono state le sfide che ha dovuto affrontare l’azienda in questo mezzo secolo?

Una società che opera in un settore delicato come il nostro deve rispondere quotidianamente a una sfida importantissima: migliorare la qualità della vita dei pazienti, dando ai medici la possibilità di effettuare accertamenti diagnostici precisi ed interventi chirurgici sempre più affidabili e meno invasivi. Questo è possibile solo attraverso investimenti continui in ricerca e sviluppo. Spesso a questa sfida si aggiunge quella di dover affrontare la fortissima concorrenza delle multinazionali del farmaco, ma grazie alla nostra flessibilità e al forte tasso innovativo dei nostri prodotti riusciamo a reggere il confronto.

Optikon_team

Attraverso quali canali fate ricerca?

Collaboriamo da sempre con università e centri di ricerca. Posso dire che, sin dall’inizio della loro attività, gli ingegneri della Optikon hanno avuto il privilegio e l’onore di lavorare al fianco dei nomi più illustri della oftalmologia italiana: dal Prof. Strampelli al Prof. Bietti, al Dott. De Molfetta e al Prof. Stirpe. Questa tradizione continua e si è rafforzata ultimamente grazie alla collaborazione con valenti oculisti italiani, molto apprezzati a livello internazionale. Dalle idee di tutti questi professionisti, sviluppate nei laboratori Optikon, sono nati in passato e continuano a nascere strumenti e soluzioni tecniche assolutamente innovativi e rivoluzionari.

Quindi genio progettuale, abilità e precisione costruttiva sono stati i vostri cavalli vincenti. C’è un vostro strumento che amalgama tutti questi elementi insieme?

Attualmente il nostro portafoglio prodotti annovera una linea chirurgica e due di diagnostica, comprendenti ben 12 differenti apparecchiature e oltre 250 accessori, e tutti sono il frutto di capacità progettuale, abilità umane e precisione costruttiva. Posso però affermare che la massima espressione di questi elementi è il nostro strumento di punta, il R-Evolution, una stazione chirurgica completa per il segmento anteriore e quello posteriore, che ultimamente si sta arricchendo di novità uniche nel loro genere riguardanti la fluidica e il controllo della pressione intra-oculare.

Come riuscite a stare sempre in prima linea, approfittando del progresso tecnologico?

Il progresso ci ha consentito di utilizzare tecnologie sempre più evolute, provenienti anche da altri settori, e di adattarle al nostro. I nostri strumenti combinano soluzioni tecnologiche di primo livello appartenenti al campo del software, della micromeccanica, dell’ottica, della tecnologia dei materiali e della elettronica di ultima generazione. La estrema miniaturizzazione delle sonde e la precisione delle apparecchiature diagnostiche necessarie per poter agire in modo efficace in oculistica richiedono infatti che si utilizzino soluzioni sempre più spinte.

Piattaforma chirurgica per il segmento anteriore e posteriore.

A dispetto della crisi la Optikon ha perseverato con nuovi investimenti in ricerca e sviluppo di strumenti all’avanguardia.

Sì, negli ultimi anni, abbiamo voluto operare in controtendenza e investire in maniera importante nella ricerca. A tale scopo ci siamo avvalsi di collaborazioni eccellenti come quella con Giugiaro Design del gruppo Audi-Wolksvagen e con le Università Romane, che hanno permesso alla Optikon di fare un ulteriore salto di qualità nella progettazione e realizzazione di prodotti sempre più sofisticati e ai massimi livelli della tecnologia disponibile in campo medicale.

Verso quali nuove rotte di internazionalizzazione mira oggi la Optikon?

In ambito internazionale stiamo concentrando i nostri sforzi sui mercati BRIC ossia Brasile, Russia, India e Cina, oltre che consolidare le ottime performance in nazioni come la Turchia e il Messico. Il nostro impegno è accettare le continue sfide che il mercato ci impone, soprattutto da parte di concorrenti di grandi dimensioni, con prodotti figli dell’eccellenza Made in Italy. E tutto questo possiamo realizzarlo puntando da 50 anni sul capitale umano attraverso processi di formazione costante.