Jean-Christophe Bertrand

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Jean-Christophe Bertrand

Il 2014 è un anno importante per il gruppo Théa che celebra il 20° anniversario.
Per l’occasione abbiamo incontrato Jean-Christophe Bertrand, Amministratore Delegato della filiale italiana

1994-2014, ha solo 20 anni il gruppo Théa?

Esatto, la Théa ha solo 20 anni, ma in realtà ne ha molti di più. La sua storia, da sempre legata alla famiglia Chibret, risale addirittura alla fine del XIX secolo, quando Paul Chibret ha fondato la Società Francese di Oftalmologia, nel 1883. La famiglia Chibret, dinastia da sempre presente nell’oftalmologia francese, negli anni e attraverso le generazioni future della famiglia, ha condiviso la passione per l’oftalmologia ed ha introdotto grandi novità dal punto di vista dei trattamenti in campo oftalmico: per esempio, già dagli anni ‘40, i Laboratoires Chibret sono stati i primi a fabbricare e commercializzare prodotti contenenti penicillina e cortisonici. Théa nasce nel 1994 dalla volontà di Henri Chibret, membro della quarta generazione degli Chibret e, come potrà capire, affonda le sue radici nella storia e nella tradizione di questa famiglia. Vent’anni dopo, nel 2014, il gruppo Théa ha ancora una personalità familiare, ha sede nella provincia francese, a Clermont Ferrand, e partendo da qui è presente in 70 paesi, con più di 800 dipendenti, ed offre un ampio portfolio prodotti, coprendo tutte le classi terapeutiche.

Qual è il vostro fiore all’occhiello?

Ce n’è più di uno! Sicuramente siamo orgogliosi di essere la prima azienda al mondo per la quantità di colliri senza conservante venduti. Quando nessuno ancora ne parlava, Théa brevettava il suo primo flacone multidose senza conservanti, il famoso sistema Abak, il più diffuso ed il più sicuro di tutti, non solo per i medical device ma anche per i farmaci. Lo sapeva che nel mondo si vende un Abak ogni tre secondi? Ma potrei anche citare molte innovazioni: il primo beta bloccante senza conservante in monosomministrazione (Timogel), il primo trattamento profilattico dell’endoftalmite (Aprokam), il primo trattamento dei danni della superficie oculare (Thealoz), il primo ganciclovir topico (Virgan), la prima azitromicina in collirio (Azyter) e molti altri. E posso dire che a breve metteremo a disposizione degli oculisti molte altre innovazioni.

Quali sono gli elementi distintivi del gruppo Théa?

Théa si contraddistingue per tre caratteristiche: etica, innovazione e vicinanza agli oculisti. L’etica è un valore un po’ trascurato in questi tempi difficili, ma è essenziale per noi. È questo che ci ha fatto sviluppare per primi il trattamento topico del tracoma e che ci fa finanziare massicce campagne di trattamento ed educazione nell’Africa sub sahariana. È questo che ci fa anche investire tanto sugli studi clinici: crediamo che se un prodotto non rappresenta un miglioramento non valga la pena lanciarlo. L’innovazione, ne ho già parlato: Théa è un gruppo in continua evoluzione, sempre alla ricerca di soluzioni migliori. Ma l’innovazione non serve a niente se non corrisponde ai bisogni dei medici. Ecco perché Théa è così recettiva alle esigenze degli oftalmologi e crede fortemente nella relazione personale per ascoltare i loro bisogni. Non c’è oggi nel mondo un’azienda oftalmica che sia presente in così tante classi terapeutiche... Il successo dei nostri prodotti è la prova eclatante della bontà di questa scelta.

In Italia, come siete organizzati?

Il gruppo Théa arriva in Italia nel 2002 con l’acquisto di Farmila, società privata nata nel 1946 specializzata nella produzione di prodotti oftalmici e prodotti in ORL. In seguito all’acquisizione, Farmila ha subito una riorganizzazione profonda, sia dal punto di vista delle attività commerciali, affidate a Théa Farma, sia dal punto di vista della produzione, dominio di Farmila-Théa. Sono stati fatti investimenti considerevoli per l’ampliamento e la modernizzazione dell’impianto industriale di Settimo Milanese, uno dei più performanti d’Europa, dove si producono per esempio il famoso Betabioptal, così come molti dei prodotti in flacone Abak. Oggi l’Italia è la seconda filiale della Théa in Europa, dopo la Francia, e siamo la terza azienda del mercato oftalmico italiano.

Cosa dobbiamo aspettarci nell’immediato futuro da Théa Farma?

Tante cose buone! Novità nell’area della nutrizione oculare, di cui Théa è già leader europeo, e poi anche nell’area delle allergie, nel trattamento delle ulcere corneali... in realtà in quasi tutti i nostri mercati!