Rosangela Lattanzio

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Rosangela Lattanzio

Responsabile del Servizio di Retina Medica-Vasculopatie dell’Ospedale San Raffaele di Milano

Dottoressa Lattanzio, vuole raccontare ai lettori di Eye Doctor il percorso formativo che l’ha portata da Bari, dove è nata, fino a Milano? Come è nata la passione per l’oftalmologia?

Sono solo nata a Bari ma sono tuttora molto legata alla Puglia da affetti e ricordi. Ho sempre vissuto e studiato a Milano. Sono approdata ad Oculistica al quinto anno di Medicina e ho avuto la fortuna di frequentare il reparto del Professor Rosario Brancato a cui devo, come tanti della nostra Clinica, moltissimo. È stato un maestro eccellente e considero una fortuna e un’opportunità unica aver fatto parte del suo gruppo storico.
Il suo entusiasmo e la sua passione per la retina sono stati contagiosi e hanno segnato le mie scelte successive.

Dottoressa, lei è Responsabile del Servizio di Retina Medica-Vasculopatie dell’Ospedale San Raffaele di Milano: quali sono le peculiarità che il paziente può trovare da voi?

Il nostro Servizio di Vasculopatie Retiniche della Clinica Oculistica diretta dal Professor Francesco Bandello vanta un’esperienza clinica più che trentennale sull’argomento e costituisce un fiore all’occhiello nella storia dell’Ospedale; dai suoi esordi il Servizio è cresciuto costantemente e progressivamente rispondendo alla continua evoluzione delle tecniche diagnostiche e terapeutiche. Il Servizio svolge la sua attività prevalentemente in regime ambulatoriale. Tutto il personale medico, infermieristico e tecnico è partecipe in tutte le attività assistenziali e di ricerca, con l’obiettivo di coniugare al meglio la qualità scientifica e professionale con l’assistenza al malato. L’organizzazione del Servizio prevede che, nella stessa giornata, il paziente possa essere sottoposto agli esami diagnostici necessari e, dove possibile, ai trattamenti necessari.

Quali sono le patologie che gestite più frequentemente?

Le patologie gestite più di frequente sono la retinopatia diabetica e le occlusioni retiniche (trombosi arteriose e venose) per le quali il Servizio continua a costituire un Centro di riferimento nazionale.

Oltre alla fotocoagulazione laser, trattamento d’elezione per la retinopatia diabetica, ci sono novità per la cura di questa patologia?

Il trattamento laser, che in passato rappresentava l’unica opzione terapeutica validata per differenti aspetti delle vasculopatie retiniche, riveste tuttora un ruolo attivo e fondamentale. Fotocoagulatori di ultima generazione (con sistemi semi- automatizzati, griglie variabili, a impulsi multipli, o per trattamenti sotto-soglia o micropulsati) consentono di ridurre gli effetti collaterali dei fotocoagulatori tradizionali e di arrestare la progressione della patologia. La novità rappresentata dalle terapie iniettive intra-vitreali di farmaci anti-angiogenici (antiVEGF) e steroidei è oggi uno strumento efficace e sicuro, imprescindibile per la gestione di queste patologie; consente di recuperare vista e di mantenere il guadagno nel tempo. Il limite è rappresentato dalla loro ridotta durata d’azione e dalla necessità di ripetere le iniezioni. I sistemi e gli impianti intra-vitreali a lento rilascio rappresentano una modalità iniettiva che riduce il numero di iniezioni e i rischi legati alla procedura. La correzione dei fattori di rischio sistemici e un approccio multidisciplinare nella gestione del paziente con vasculopatia retinica sono inoltre fondamentali per ottenere i migliori risultati e mantenerli nel tempo.

Su quali fronti è impegnata la ricerca nell’ambito delle patologie retiniche?

Sono numerosi gli studi clinici randomizzati per la valutazione di efficacia e sicurezza di nuove molecole e di nuove modalità di somministrazione. Studi di confronto fra le differenti opzioni terapeutiche, anche combinate tra loro, consentiranno di stabilire nuovi gold standard per il trattamento di queste patologie frequenti e invalidanti.

Lei è anche professore a contratto presso l’Università Vita-Salute San Raffaele: quale consiglio darebbe agli studenti che vogliono intraprendere la professione oculistica?

L’Oculistica rappresenta una disciplina affascinante e poliedrica; consente di intraprendere una carriera anche chirurgica e con differenti sbocchi. Ruotare, come è possibile nella nostra Clinica Oculistica, nei vari Servizi, partecipando alle varie attività cliniche e di ricerca, consente di venire in contatto con le varie branche e di scegliere quella che si ritiene più consona alla propria personalità o che fornisca il maggior numero di sbocchi professionali. Il fatto di frequentare una struttura anche universitaria è estremamente stimolante per tutti noi perché consente di interfacciarsi con studenti e con medici giovani, entusiasti e con enormi potenzialità.

Sicuramente la sua attività professionale comporta un impegno a tempo pieno. Riesce a ritagliarsi qualche momento per coltivare altre passioni?

Si, certo, l’impegno è a tempo pieno ma non più che in altre professioni.
Il tempo libero è per mio figlio e per gli amici.