Come ogni anno, anche nel 2026 i primi mesi rappresentano un periodo in cui porre particolare attenzione alle novità fiscali introdotte dalla legge di Bilancio e dal decreto Milleproroghe, a prescindere da come si sia organizzati per lo svolgimento dell’attività.
Analizzare a fondo queste novità è fondamentale per sfruttare al massimo le opportunità offerte dal legislatore fiscale ed evitare errori di pianificazione che potrebbero compromettere l’efficacia delle strategie impostate per il proprio studio in ambito fiscale e, di conseguenza, finanziario.

Rimodulazione delle aliquote IRPEF

Dal 1.1.2026, gli scaglioni di reddito IRPEF, già ridotti da quattro a tre con la precedente legge di Bilancio, vedranno applicate nuove aliquote di imposta. Nello specifico:

  • per la fascia di reddito inferiore a 28.000 euro sarà applicata l’aliquota del 23%;
  • per la fascia di reddito compresa tra 28.001 e 50.000 euro sarà applicata l’aliquota del 33%;
  • per redditi superiori a 50.000 euro sarà applicata l’aliquota del 43%.

Il risparmio fiscale massimo derivante dall'intervento di esame è pari a 440 € ma verrà annullato per i contribuenti con reddito complessivo superiore a 200.000 €, principalmente con una riduzione sulle detrazioni degli oneri detraibili al 19% (escluse le spese sanitarie) e al 26% (erogazioni liberali a partiti politici).
A queste aliquote si aggiungono le addizionali comunali e regionali, che variano in base al luogo di residenza. Questa modifica semplifica il calcolo dell’imposta e darà i suoi risultati nella Dichiarazione dei Redditi 2027 i cui esborsi avverranno nei mesi di giugno-luglio e agosto 2027

Riordino delle detrazioni per redditi elevati e conferma del regime introdotto dalla legge di Bilancio 2025

Un'importante conferma riguarda la rimodulazione delle detrazioni per i soggetti con redditi superiori a 75.000 euro, introdotta dalla legge di Bilancio 2025. Questo cambiamento ha un impatto significativo e in senso negativo su molti professionisti il cui reddito medio spesso supera questa soglia.

Esclusioni dalle restrizioni: alcuni oneri non rientrano nelle nuove limitazioni, come:

  • spese sanitarie;
  • investimenti in startup o PMI innovative;
  • interessi passivi per mutui sull’abitazione principale (contratti stipulati entro il 31/12/2024);
  • premi assicurativi per contratti stipulati entro il 31/12/2024.

Impatto sulle altre detrazioni: tutte le altre spese detraibili (es. bonus edilizi, bonus mobili, ecc.) sono soggette a un limite massimo di detraibilità a partire dal 1° gennaio 2025, i cui primi effetti si verificheranno nelle prossime Dichiarazioni dei Redditi (indicativamente a giugno-luglio 2026). Le spese sostenute prima di questa data non saranno interessate dalle nuove regole, anche se la loro detrazione si estende su più anni (come nel caso dei bonus edilizi).

Per i contribuenti con redditi fino a 75.000 euro non vi sono penalizzazioni.
Per chi invece dichiara redditi complessivi superiori a 75.000 euro, saranno presenti due tipi di limiti:

  1. Limiti specifici
    percentuali di detraibilità specifiche per alcune spese, come le detrazioni edilizie (detrazione al 50%, 36%, 19%, etc.);
  2. Limiti globali
    un tetto massimo cumulativo per tutte le detrazioni, calcolato in base a reddito e composizione del nucleo familiare.

Il limite massimo è determinato moltiplicando un importo di base per un coefficiente legato al numero di figli o familiari a carico.

  1. Importo di base
    • per redditi tra 75.000 e 100.000 euro, tale importo è di 14.000 euro;
    • per redditi superiori a 100.000 euro, il limite scende a 8.000 euro.
  2. Coefficiente in base al nucleo familiare
    • nessun figlio a carico: l’importo di base è moltiplicato per 0,5;
    • un figlio a carico: l’importo di base è moltiplicato per 0,7;
    • due figli a carico: l’importo di base è moltiplicato per 0,85;
      tre o più figli, o almeno un figlio disabile a carico: il coefficiente è 1 (l’importo di base pieno).

Esempio pratico

Un professionista con un reddito di 85.000 euro e due figli fiscalmente a carico avrà:

importo di base di 14.000 euro;
moltiplicatore 0,85;
limite massimo cumulativo: 14.000 x 0,85 = 11.900 euro.

Questo importo rappresenta il massimo delle spese detraibili (al netto delle esclusioni di cui sopra) che potranno essere considerate nel calcolo dell’IRPEF.

Giudizio. Sicuramento negativo. Il non aver saputo gestire i bonus edilizi e le varie detrazioni non giustifica questa stretta notevole che potrebbe compromettere la fattibilità di progetti già avviati. Diventerà essenziale un confronto preventivo con il proprio commercialista per pianificare anche le detrazioni personali (si pensi, ad esempio, alle ristrutturazioni di immobili).

Nuovo limite per la deducibilità dei contributi versati al fondo pensione integrativo

La legge di Bilancio 2026 introduce una modifica di interesse per tutti i contribuenti, oculisti inclusi: l’innalzamento del limite di deducibilità dei contributi versati alle forme pensionistiche complementari. A decorrere dal 1° gennaio 2026, il tetto massimo di deducibilità fiscale viene infatti incrementato da 5.164,57 euro a 5.300 euro annui. Si tratta di una deduzione dal reddito complessivo (e non di una detrazione d’imposta), con un effetto diretto sulla base imponibile IRPEF. L’aumento dell’importo è quantitativamente contenuto, ma va letto all’interno di una più ampia strategia di incentivazione della previdenza complementare, che assume particolare rilievo per categorie caratterizzate da:

  • redditi spesso medio-alti;
  • assenza di una pensione pubblica pienamente adeguata a mantenere il tenore di vita una volta ritiratisi;
  • necessità di pianificazione previdenziale di lungo periodo.

Per il professionista in regime ordinario, la deduzione dei contributi previdenziali complementari consente un risparmio fiscale immediato, tanto più rilevante quanto più elevata è l’aliquota marginale IRPEF applicata.
Detrazioni edilizie e bonus: le novità (o conferme) del 2026

La legge di Bilancio 2025 aveva introdotto importanti novità sulle detrazioni edilizie, con significative restrizioni per interventi di recupero del patrimonio edilizio, efficientamento energetico e altre agevolazioni correlate. Queste misure avrebbero dovuto ulteriormente inasprirsi dal 1.1.2026. La legge di Bilancio 2026 ha però, fortunatamente, posticipato questa nuova “stretta” al 2027.

Detrazioni per il recupero del patrimonio edilizio ("Bonus Casa")

Le principali modifiche, unendo le previsioni della precedente legge di Bilancio con quella attuale, riguardano gli interventi di manutenzione straordinaria, restauro, risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia.
In dettaglio, se l’intervento è effettuato sull’abitazione principale:

  • per le spese sostenute nel 2025 e 2026 la detrazione spetta/spetterà al 50%, con un limite massimo di spesa pari a 96.000 euro;
  • spese sostenute nel 2027 la detrazione verrà ulteriormente ridotta al 30%.

Bonus Mobili

Il bonus mobili è stato prorogato anche nel 2026, mantenendo una detrazione al 50% con un limite massimo di spesa pari a 5.000 euro. È importante ricordare che questo incentivo si applica solo se l’acquisto dei mobili è legato a interventi edilizi avviati prima dell’acquisto stesso e comunque dal 1.1.2025.

Giudizio. Moderatamente positivo rispetto alle previsioni dell’anno precedente, ci si augura che queste agevolazioni siano confermate con queste percentuali anche a regime.