Una soluzione per l’occhio secco

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soluzione per l’occhio secco

La superficie oculare è sottoposta a stimoli continui e quindi lavora sempre ed incessantemente per adattarsi sia alle condizioni dell’ambiente esterno (ventilazione, umidità, temperatura), sia alle condizioni dell’ambiente interno (stato metabolico, alimentazione ecc.).
L’incapacità ad adattarsi (93° congresso Società Oftalmologica Nazionale 29/11/13) porta ad una serie di conseguenze che possono andare dalla semplice irritazione fino a condizioni patologiche, tra cui la sindrome da disfunzione lacrimale (dry eye disease), condizione molto frequente che colpisce dal 5% al 34% della popolazione mondiale e dal 16% al 34% la fascia di età sopra i 50 anni. Si caratterizza come una patologia in grado di incidere in modo significativo sulla qualità della vita delle persone affette. Il nucleo fisiopatologico è rappresentato dall’infiammazione a cui si associano instabilità ed iperosmolarità lacrimale.
L’utilizzo di un collirio oftalmico privo di conservanti in monodosi che contiene il polimero naturale acido ialuronico (ialuronato di sodio), biofermentato e OGM free, e l’estratto della pianta di malva silvestre bio, risponde perfettamente alla necessità di risolvere le alterazioni prodotte dalla secchezza oculare e contemporaneamente di ripristinare la riserva omeostatica propria dell’unità morfofunzionale della superficie oculare (cornea, limbus, congiuntiva, film lacrimale, ghiandole lacrimali principali, accessorie e sistema di deflusso, giunzione muco-epidermica e palpebre).
L’acido ialuronico è la prima glicoproteina ad apparire nella scala filetica (poriferi=spugne) e nello sviluppo dell’embrione; si trova fisiologicamente presente nei fluidi oculari (soprattutto nel vitreo) e nella matrice extracellulare ed è chimicamente identica in tutte le specie.
L’acido ialuronico è un polisaccaride idrofilico ad alto peso molecolare ma anche una sostanza viscoelastica con caratteristiche non newtoniane, ovvero diminuisce la sua viscosità all’aumentare dei movimenti palpebrali, permettendo così lo scorrimento della palpebra sulla superficie corneo-congiuntivale e la perfetta visione tra un ammiccamento e l’altro.
Questa glicoproteina è dotata di potere lubrificante: può legare una notevole quantità di acqua fino a un massimo di 6 litri per grammo di sostanza. Il suo recettore glicoproteico transmembrana cd44 è presente su tutta la superficie oculare e la sua attività è importante nel regolare i rapporti tra l’epitelio e la matrice extracellulare per modulare l’infiammazione ed i processi di riparazione/guarigione dell’epitelio corneale stesso (Aragona et al. Br J Ophthalmol, feb 2002).
La malva silvestre, pianta perenne, spontanea ma anche coltivata come pianta medicinale, ben conosciuta durante il Medioevo, appartiene al genere delle malvacee. Ricca di mucillaggini (dal 5 al 12%), conosciute per la loro peculiarità di legare e trattenere l’acqua, e di acido glicuronico, tannini, diterpeni, antiossidanti quali flavonoidi e antociani, di oli essenziali, di vitamine C, E A, B1, possiede, grazie a tutti questi componenti, un’attività antiinfiammatoria ed emolliente sulle mucose orali, del faringe e, in particolare, su quelle oculari.
L’associazione di acido ialuronico naturale non OGM e est30ratto di malva biologica garantisce una serie di effetti quali la stabilizzazione della struttura delle lacrime e l’aumento del loro volume nonché l’incremento del loro tempo di residenza corneale; migliora inoltre la tollerabilità del collirio e la riepitelizzazione, tutte qualità che lo avvicinano molto al concetto di sostituto lacrimale ideale.

a cura di Andrea Basile

info:
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