Mario Federighi

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Mario Federighi

Farmigea, da settant’anni si prende cura dei tuoi occhi

Dal 2001 il comando è in mano a Mario Federighi, nipote del capostipite e Amministratore Delegato del Gruppo

fratelli Federighi, Mario e Federigo parlano sempre con orgoglio di Farmigea, azienda farmaceutica oftalmica pisana di cui sono proprietari e, rispettivamente, Amministratore Delegato e Presidente.
Quest’anno, il 2016, è un anno di particolare importanza, in quanto l’azienda compie 70 anni.
L’avventura nasce infatti ad aprile del 1946, quando Antonio Federighi, nonno di Federigo e Mario, rileva un piccolo opificio di lavorazione di prodotti chimici, tra cui sciroppi, estratti ed i primi colliri.
In 70 anni questo piccolo opificio di provincia ha subito una metamorfosi, diventando un Gruppo internazionale, punto di riferimento per il mercato oftalmico italiano, senza mai venir meno all’integrità dei propri valori: vocazione all’innovazione scientifica e dedizione al benessere delle persone.

Come la fa sentire aver raggiunto il traguardo dei 70 anni?

Sicuramente mi riempie di soddisfazione. Farmigea è il gioiello di famiglia, e mi piace pensare ad essa come punto di riferimento per le generazioni di oculisti che hanno trovato e continueranno a trovare nei nostri prodotti validi alleati per i loro pazienti.
Considero l’oftalmologia una “isola felice” del mondo farmaceutico, e lo capisco dall’entusiasmo dei miei informatori che trovano un humus fertile nella classe medica di riferimento.

Come si è trasformata l’azienda in tutti questi anni?

Io ho iniziato a lavorare in Farmigea all’età di 24 anni ma, come mi piace scherzare, sono cresciuto a pane e Farmigea, quindi ho avuto la fortuna di vedere questa azienda attraverso molti mutamenti e svolte epocali, determinate anche dai fattori economici e politici che hanno caratterizzato l’Italia dal secondo dopoguerra in poi. Noi, in quanto azienda farmaceutica, abbiamo risentito molto di tali cambiamenti.
Oggi siamo un’azienda più colta e aperta verso le nuove opportunità e verso i cambiamenti che ormai sono all’ordine del giorno.

Qual è stata la trasformazione più significativa, quella che traccia una linea tra passato e presente?

L’informatizzazione delle procedure. Quando ho cominciato io il fax era il massimo dell’avanguardia tecnologica. Ricordo ancora un San Silvestro passato ad annullare manualmente i bollini ottici ad un lotto di farmaci in seguito ad una decisione ministeriale che dal 1990 ne eliminava il rimborso…

Cosa invece non è mai cambiato?

La passione e la voglia di continuare ad essere azienda che sviluppa, produce e commercializza prodotti oftalmici di qualità made in Italy. E, naturalmente, il nostro approccio “familiare” alle dinamiche aziendali interne. Molti lo ritengono una debolezza, e forse da un punto di vista manageriale hanno ragione, ma se un mio collaboratore ha un problema io proprio non ce la faccio a fare finta di niente.

Quale è stato il successo aziendale maggiore?

Sono stati tanti, per esempio siamo stati i primi a brevettare negli anni 70 il collirio monodose senza conservanti e a creare in Italia il primo modello di collaborazione industria-università, incentrato sullo scambio di know-how e sullo sviluppo sinergico di idee e progetti, innalzando un ponte su due sponde spesso inconciliabili.
Anche se, per me, il più grande successo è la condivisione. Vedere tutti i miei collaboratori che lavorano per un fine comune mi dà la spinta per continuare a fare questo mestiere. Ma chissà quante volte avrete già sentito dire questa frase…

Qual è l’obiettivo di Farmigea per il futuro?

Il nostro obiettivo è quello di ampliare la nostra presenza commerciale al di fuori del mercato domestico, e cogliere così le opportunità di sviluppo offerte dalla globalizzazione, naturalmente senza prescindere dal garantire, con lo stesso impegno, prodotti di elevata qualità. Per questo ringrazio il mio team di operai, impiegati, ricercatori e manager impegnati a migliorare la salute delle persone con la passione e la competenza di sempre, le stesse dal 1946: perché solo quando viviamo al meglio del nostro stato di salute fisico e mentale, siamo in grado di liberare il nostro potenziale nascosto, affrontare l’impensabile e raggiungere i nostri obiettivi.