Come uso Betabioptal in caso di patologie dei dotti lacrimali

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La parola agli esperti


 

Quante volte le capita nella sua pratica quotidiana di dover gestire questo tipo di patologia/e?
La Struttura Complessa di Oculistica di Vimercate, da me diretta, rappresenta un punto di riferimento a livello regionale ed extra-regionale per la patologia degli annessi oculari ed in particolare per la patologia delle vie lacrimali. È per noi esperienza quotidiana gestire Pazienti affetti da patologia lacrimale, spesso di particolare impegno clinico (ascessi, reinterventi, patologie pediatriche). Quasi ogni giorno si presentano alla nostra attenzione soggetti che lamentano patologie alle vie di deflusso. Ogni settimana effettuiamo interventi chirurgici per patologia lacrimale (mediamente 2-3 rinostomie). Numerosi sono anche i bimbi che giungono alla nostra osservazione per interventi di sondaggio o dacriointubazione.

Quali sono le criticità e le implicazioni che deve affrontare?
Come detto vediamo di frequente casi clinici con importanti fatti settici, ascessi, fistole cutanee e patologie congiuntivali e corneali associate. Si rende pertanto molto spesso necessaria una copertura antibiotica, di natura sistemica nei casi più gravi (con cefalosporine per os o im). Una copertura antibiotica locale viene comunque sempre associata, sia nei casi complicati, sia nelle situazioni meno impegnative.

Quali sono i criteri principali della sua scelta terapeutica per questa patologia/e?
Quando l’evidenza clinica depone per una infezione batterica è utile l’impiego di un antibiotico ad ampio spettro, attivo in particolare su batteri gram+. Le stenosi del dotto nasolacrimale si complicano di frequente con fatti infettivi, originando una dacriocistite. Ricerche effettuate sulla flora batterica presente nel sacco lacrimale in questi pazienti hanno evidenziato la presenza di batteri gram+ e gram-, questi ultimi spesso resistenti agli antibiotici più comunemente utilizzati per via sistemica. Nelle stenosi lacrimali dell’infanzia si osservano spesso congiuntiviti, causate dalla continua sovrainfezione che proviene dai batteri presenti nel sacco lacrimale. In queste patologie è necessaria una terapia antibiotica, per la risoluzione del fatto acuto o per la prevenzione di possibili complicanze settiche.
La scelta del farmaco deve pertanto ricadere su molecole dotate di attività antibiotica ad ampio spettro, attive in particolare su batteri gram+ ed adatte ad un uso pediatrico.

Perché in questo tipo di patologia la sua scelta più frequente ricade su BETABIOPTAL?
Laddove si ravvisi la necessità di una terapia antibiotica nelle patologie lacrimali, utilizziamo di frequente Betabioptal collirio, perché associa un antibiotico con le caratteristiche da noi desiderate (ampio spettro, attività sui gram+, indicazione ufficiale all’uso pediatrico) ad un antiinfiammatorio efficace, utile alla riduzione della componente flogistica che si associa al fatto settico, sia a livello di congiuntiva, sia di canalini lacrimali. Il cloramfenicolo (CAF) presenta attività batteriostatica e battericida sulla maggior parte dei germi causa di infezioni oculari, è attivo sui cocchi gram+ e sulla maggior parte degli enterobatteri, dei batteri anaerobi e delle Chlamydiae. Presenta inoltre attività battericida verso l’Hemophilus influenzae, che è uno dei batteri più comunemente isolati nelle infezioni della superficie oculare nel bambino. È molto importante inoltre sottolineare l’assenza di effetti collaterali sistemici nell’utilizzo del farmaco nell’infanzia, a differenza di altre classi di antibiotici.

Per quanto tempo consiglia BETABIOPTAL in questa indicazione? Con che posologia?
Dipende dalla situazione clinica e dalla patologia di base. Per le stenosi lacrimali dell’infanzia utilizziamo Betabioptal per brevi cicli terapeutici, in caso di congiuntiviti ricorrenti (una goccia tre volte al giorno per 5-7 giorni). Per le canalicoliti batteriche o comunque con una componente infiammatoria evidente, purché non da herpes, utilizziamo Betabioptal a cicli terapeutici di almeno 15 giorni (due-tre volte al giorno). Nelle dacriocistiti croniche, l’impiego della sospensione è utile a cicli (ad esempio 5 giorni al mese, due o tre volte al giorno) in attesa dell’intervento. Nelle forme acute, insieme all’antibiotico per via sistemica, utilizziamo la sospensione per copertura locale, tre volte al giorno, per un tempo variabile in funzione del quadro clinico. Nel postoperatorio, impieghiamo Betabioptal tre volte al giorno per 15 giorni.

È soddisfatto dei risultati ottenuti con BETABIOPTAL?
La sospensione di Betabioptal che utilizziamo nelle patologie descritte ci ha sempre dato garanzia di buoni risultati. Raramente riteniamo necessario associare altri antibiotici locali. Non abbiamo mai riscontrato effetti collaterali degni di nota.

Dott. Pierluigi Trabucchi 
Direttore Reparto Oculistica Ospedale di Vimercate Azienda Ospedaliera di Desio e Vimercate - Via Santi Cosma e Damiano, 10 - 20871 Vimercate (MB)

Per informazioni su Betabioptal

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