Come uso BETABIOPTAL nel POST CATARATTA

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La parola agli esperti


 

Quanti interventi vengono eseguiti annualmente presso la sua struttura?
Presso la Clinica Oculistica di Perugia eseguiamo ogni anno quasi 5.000 interventi chirurgici, ed il numero è in continuo aumento. Oltre il 40% di questi è costituito da interventi di cataratta, il 30% dalle iniezioni intravitreali di sostanze terapeutiche, ed il restante è rappresentato principalmente da interventi sulla vitreo-retina, trapianti di cornea, chirurgia refrattiva.

Quali sono le criticità e le implicazioni che prende in considerazione nel post cataratta? 
Le infezioni postoperatorie sono un evento raro, ma sempre temuto perché può avere conseguenza gravissime. Il chirurgo deve quindi mettere in atto tutte quelle precauzioni che rendano tale evenienza meno probabile.
L’ingresso di patogeni nell’occhio in conseguenza di un atto chirurgico avviene nelle fasi terminali dell’intervento o nelle prime ore dalla sua conclusione, quando le incisioni corneali non sono ancora sigillate. Quindi è evidente che innanzitutto dobbiamo prestare la massima attenzione ad una accurata disinfezione preoperatoria del campo operatorio ed a mantenere la massima sterilità durante la procedura chirurgica. Inoltre dobbiamo far in modo che nel postoperatorio la carica batterica presente sulla superficie oculare sia la minore possibile in modo da far sì che le possibilità di ingresso di germi nell’occhio siano praticamente nulle. L’uso di farmaci antibiotici in questa fase può quindi essere molto importante.

Quali sono i criteri principali della sua scelta terapeutica in questi casi? 
L’antibiotico a mio avviso deve avere alcune caratteristiche. Deve essere ad ampio spettro per poter assicurare una buona copertura batterica. Deve avere poche resistenze e per questo motivo è preferibile non utilizzare un farmaco che viene utilizzato per via sistemica come antibiotico di prima scelta. Inoltre deve essere ben tollerato: in questo senso la formulazione in gel aiuta ad attenuare la sensazione di corpo estraneo che spesso è riferita dal paziente. Un punto importante che non viene mai considerato è anche la capacità di penetrazione in camera anteriore dell’antibiotico. Sappiamo che i chinolonici penetrano in camera anteriore; recentemente abbiamo dimostrato (Cagini e coll. Clin Experiment Ophthalmol 2013) che il CAF penetra in camera anteriore e raggiunge livelli efficaci nei confronti di alcuni germi. Altri farmaci, gli aminoglicosididici per esempio non penetrano affatto in camera anteriore. Tale fatto può essere importante e deve a mio avviso essere tenuto in considerazione perché la sua azione può esplicarsi anche nei confronti di germi eventualmente penetrati in camera anteriore.
Occorre anche tenere conto che in occasione di un intervento di cataratta si utilizzano molti colliri spesso in formulazioni con conservante su una superficie oculare già in parte alterata dall’atto chirurgico. Sarebbe preferibile in questa situazione d’uso poter ricorrere a prodotti senza conservante.

Perché in questo tipo di intervento la sua scelta più frequente ricade su BETABIOPTAL?
Il Betabioptal associa un potente antiinfiammatorio al CAF che possiede molte delle caratteristiche utili per i motivi che ho sopra esposto. Quindi esso risulta spesso gradito al chirurgo. Il cloramfenicolo è attivo sui cocchi gram+ e sulla maggior parte degli enterobatteri, dei batteri anaerobi e delle Chlamydiae. È commercializzato in varie formulazioni, tra cui io spesso prediligo quella in gel. Ho notizia della disponibilità di una formulazione in soluzione senza conservanti (flacone ABAK) che risponde all’esigenza di limitare l’uso di prodotti conservati nel post operatorio.

Per quanto tempo consiglia BETABIOPTAL in questa indicazione? Con che posologia?
Dopo un intervento di cataratta la terapia viene eseguita per due settimane con quattro somministrazioni giornaliere. È evidente che in casi particolari di chirurgie complesse richiedono posologie maggiori o trattamento più prolungati nel tempo. La efficacia antiinfiammatoria consente però un ottimo controllo della flogosi anche con una riduzione della posologia a una o due volte al giorno.

Da quanto tempo usa Betabioptal, è soddisfatto dei risultati ottenuti con BETABIOPTAL?
Uso il Betabioptal da molti anni e sono pienamente soddisfatto.

 

Prof. Carlo Cagini
MD - Dipartimento di specialità Biomediche e Chirurgiche - Sezione di Oftalmologia - Università degli Studi di Perugia

Per informazioni su Betabioptal

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